4.12.06

Sul cinema di David Lynch

[pellicole -5]
(a Silvio “Lynch” Giordano)
Appunti sparsi su foglietti gettati da qualche parte, abbozzi di poesie, aborti di recensioni, considerazioni accumulate nel corso del tempo su alcuni film di David Lynch, sul cinema di David Lynch. Dedicato al mio caro amico Silvio Giordano. Buona lettura, anzi buona visione!
Con occhio di lince, linciaggio un orecchio, l’orrore allo specchio. Irreale visione surreale, reiterato e sovvertito il normale ed il reale. Indaga - scruta - osserva – amputa, corpi - occhi - storie, rallentata - onirica - memoria. Allora come chiamarlo il cinema di David Lynch se non come unico piano sequenza di geniale lucida e bonaria violenza? Il cinema come occhio. Organo visivo che esplora deformità. Occhio e neurofibromatosi. Cinema tumore che deforma il cranio in maniera orrenda. Cinema freak esibito in circhi ambulanti. Cinema baraccone. Cinema deformante, delle brutture nell’Inghilterra Vittoriana. Cinema come poesia. Cinema degenerativo mostruosamente deforme. Cinema che mostra mostri in un circo come attrazione. Cinema- uomo- elefante. Cinema della deformità mostrata allo spettatore, della condanna a vivere dentro una gabbia. Cinema che si fa voce ritirata all’interno del corpo, rantolo da bestia malata. Cinema automa inerte e spaventoso, che provoca paura, disgusto e morbosa curiosità. Cinema come invocazione della morte. Cinema delle lacrime che salvano. Cinema dietro la superficie ordinaria delle cose e della realtà che nasconde altro. Cinema di incubi e mostri che fanno capolino da scene di vita quotidiana. Cinema rivelazione del male in un alternarsi continuo di luce – ombra – veglia - sogno. Cinema del grido: “io sono un uomo”. Cinema buio – fumoso - asfittico - allucinato - allucinante. Cinema descrizione di lezzi e scherni verso l’uomo bestia. Cinema che mostra l'orrore e la mostruosità in tutta la sua crudezza per poi squarciare il velo dell'apparenza e mostrarci la natura nascosta di un animo gentile e delicato. Cinema dalle sembianze mostruose, il cranio sproporzionato e ricoperto di protuberanze. Cinema - uomo – bestia – spettacolo.. Cinema corpo ricoperto di escrescenze tumorali. Cinema voce simile ad un grugnito animale. Cinema che impedisce di dormire sdraiati sui letti per evitare il soffocamento. Cinema del braccio più lungo dell'altro. Cinema come descrizione del male che impedisce l’accettazione della diversità-deformità. Cinema che squarcia il velo dell’apparenza e si dona all’eternità delle grandi opere umane.
Cinema di fantascienza. Cinema mano che entra nelle viscere. Cinema dei volti deturpati, degli aghi che s’infilano nella pelle. Cinema viaggio e siccità. Cinema che si espande in gocce dilatate sullo schermo. Cinema degli oppressi che abitano l’universo. Cinema costretto a indossare tute speciali, a rimanere ingabbiato in quei contenitori di corpi umani, studiati affinché possano venire riciclati i liquidi del corpo. Cinema di altri esseri che produce piaghe e bubboni. Cinema disgustoso, crudele, sorprendente e depistante. Cinema anno 10991. Cinema visionario – estraniante – fantascientifico. Cinema come proposizione e riproposizione del medioevo in un futuro lontano. Cinema come descrizione di leggi amorali di una civiltà ferma in un pantano. Cinema – spezia – melange - droga - realizzazione – dell’inespresso potenziale umano. Cinema come forza definitiva. Cinema come macchina, illimitata ma fatalmente limitata e schiava del tempo. Cinema come epopea, viaggio intergalattico nei deserti spaziali. Cinema – verme – che s’insinua nella fantasia. Cinema voce psicologica-mente fuoricampo. Cinema come sonda sonar che esplora l’animo. Cinema come conquista di un luogo altro, eterna lotta fra bene e male.
Cinema, orecchio mozzato, in un campo. Cinema - entomologia – insetti. Cinema che va in profondità, in un orecchio. Cinema - visione - voyeur – armadio. Cinema come doppio - doppia realtà - doppi personaggi. Cinema - canzoni – corollario – foce e fonte. Cinema violenza e sadismo. Cinema dall’alto, occhio che si avvicina per scrutare dettagli minimi ed inquietanti. Cinema incubo repellente che si trasforma in sogno. Cinema pennelli su pellicola. Cinema che sussurra: la realtà non è una linea retta. Cinema idillio iniziale apparente di campi ingiallati in un tardo pomeriggio d’estate. Cinema come specchio che riflette uno spicchio, frammento che compone l’incubo, incubo visionario, morboso e macabro. Cinema incubo attraversabile lungo contorti sentieri nascosti. Cinema sentiero che si complica, che invade l’anima, che mette radici. Cinema - tunnel - violenza - sesso – sadomasochismo. Cinema incubo che diventa altro incubo, incubo nell’incubo, incubo al quadrato. Cinema misterioso. Cinema dicotomia fra apparenza e realtà. Cinema che si dipana in storie segnate dalla violenza. Cinema mai ovvio, complessa vicenda umana, intrisa di sangue male e amore. Cinema come incubo collettivo, labirintica visione ossessiva. Cinema come allegoria della sola e unica salvezza degli esseri umani: l’incubo.
Cinema – viaggio – strampalato – lungo le arterie americane. Cinema come viaggio mentale, road movie verso il nulla. Cinema del viaggio illusorio. Cinema, controcampo e flashback, che frantuma la struttura narrativa. Cinema che rompe le aspettative, che recide radici. Cinema come sordida musica cupa. Cinema accentuazione di contrasti. Cinema cadenzato frammentario discontinuo. Cinema che schiaccia l’occhio alle favole, che da un pugno nell’occhio alle soap-opera. Cinema brusco e intimo. Cinema bambino, che guarda con gli occhi di un bambino verso il mondo. Cinema – protesi – terrore degli scarafaggi – scorticamento – nervi scoperti. Cinema ubriaco e dispotico. Cinema ossessionato dal dentro, dai corpi vivisezionati, sotto la pelle. Cinema come tentativo di rivelare l'essenza stessa del reale, di trovare la rivelazione al di sotto dell'apparenza e della superficie delle cose. Cinema della normalità straniata e deformata fino a giungere al cuore selvaggio delle cose. Cinema – estremizzazione – ridondanza. Cinema a tasselli. Cinema – ambiguità in normalità. Cinema di storie osservate con sguardo allucinato, rallentate ed intorpidite. Cinema come lente deformata che svela e rivela un nuovo senso del reale, un amore ritrovato all’inferno.Cinema di fari nella notte che corrono verso una casa che cambia a guardarla da angoli visuali diversi. Cinema – citofono – videocassette – sassofono – chiave inglese. Cinema come scambio, cambio, confusione. Cinema - allucinazione – incubo. Cinema come claustrofobia, soffocante, che si avvolge su se stesso. Cinema come connessione, associazione libera, di un immaginario sospeso fra incubo, sogno e ossessione. Cinema – zona oscura – vite parallele - stessa strada stesso tempo - ma ciò nonostante diversissime fra loro. Cinema di intrecci, di doppi. Cinema, meta-cinema, violenza con la quale l’immagine fissata dalla camera si sovrappone all’immaginario. Cinema come sovrapposizione di realtà filmiche. Cinema puro, distillato, alcolico, terrificante, percorso da sentieri sconosciuti, ognuno avvolto da una propria luce misteriosa che gioca a dissolversi fino a tramutarsi in oscurità. Cinema che presta l’orecchio ai dettagli sonori minimi: squilla un telefono, i passi, rumori da sottoterra. Cinema come seduzione, come trasformazione, come imprigionamento. Cinema – Processo – Metamorfosi. Cinema in cui il tempo è alterato, in un gioco di rimandi tra presente e passato, che inizia e finisce con la stessa immagine. Cinema – circolarità. Il cinema, un’autostrada perduta che finisce per essere quella ritrovata della coscienza degli spettatori, il cinema di David Lynch.
by Mariano Lizzadro

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1 Comments:

Anonymous Catastrofe said...

David Lynch è per il cinema quello che Picasso è stato per la pittura.

E chi sostiene il contrario merita di morire stritolato da un boa constrictor.

12:03 PM  

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