Madre e Figlio nel cinema di Aleksandr Sokurov
[pellicole -20]

Dinanzi al corso degli eventi, senza interferenze esterne, lo scacco del linguaggio trova rifugio nell’immagine. Gli splendidi quadri che il film di Sokurov offre alla vista sono quelli di un panteismo sognato e agognato, dove il Dio che abita nel petto agita solo la coscienza nascondendosi nelle trame fitte di un bosco. Il cinema di Sokurov è un luogo profondo dove lo spettatore è traghettato verso i meandri più oscuri dell’intimità. Una madre e un figlio si trovano in un altrove, ai bordi del mondo, e attendono dopo aver visto e udito tutto. L’incubo della malattia riposa nello sguardo del figlio che ogni tanto si volta come a presagire l’evento ineluttabile. Dopo aver interrogato silenziosamente il paesaggio e la natura nella sua crudele ma sublime trasformazione, il figlio fa ritorno a casa. Silenzio, ancora. La cinepresa chiude sulla mano stanca della donna che, ormai senza vita, tiene incastrata tra le dita una farfalla, simbolo di fragilità e bellezza. Al figlio rimane il sogno che si paga sempre col prezzo del mattino.
by Alessandra Pigliaru
Etichette: aleksandr sokurov, cinema
2 Comments:
Un regista che sa tessere versi di pura poesia con la macchina da presa...
Grazie di questa bella lettura
Mapi
Grazie a te Mapi! Felice di essere in questo splendido luogo :)
Alessandra
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