15.6.09

Preghiere di una poetessa di Antonietta Gnerre

[Letteratura -9]
in “Lo spirito della poesia”, Fara Editore 2008 (pp 79-94)

I versi di questa raccolta di Antonietta Gnerre, colpiscono per la levità e la delicatezza con cui si dispongono e si affacciano sulla soglia, facendosi segno, preghiera e dono: parola testimonianza “povera e nuda di fronte al mistero”.
L’esperienza di scrittura della poetessa campana, si dipana dentro quel filone storico-letterario della buona poesia mistico-religiosa, che da San Francesco e Jacopone Da Todi, giunge attraverso Davide Maria Turoldo fino ai giorni nostri.
Nei versi di questa silloge (contenuta nel volume “Lo spirito della poesia”), si manifesta la ricerca del giusto, di una verità che non risiede nelle leggi dell’uomo e del mondo,


“noi viandanti
fatti di paglia e di sfere travagliate” (p.83)

“viviamo in case abbandonate dalle colombe
macerate dalla storia senza sorrisi
di questo vuoto religioso” (p.81)

c’è piuttosto la consapevolezza del disagio esistenziale, delle difficoltà della vita, delle grandi e piccole catastrofi, che attraversano il pianeta. Non rifiuto del mondo, dunque, ma accettazione, partecipazione e attraversamento.
Un attraversamento che si fa speranza e rivelazione.

“camminavo col cuore in tumulto
nessun miraggio di palme

per ogni sorta di male sono passata” (p.89)

Ciò che colpisce è l’umiltà del dire “prego/ su ciò che posso sopportare (p.83), “le mie preghiere sono piccole/ navi che viaggiano” (p. 86) e la capacità (che è bellezza e forza) di riconoscere e di affidarsi a una dimensione altra, quella di un Dio creatore: luce, fiato e “limpida voce che suona le corde del cuore”.
Si potrebbero definire questi versi delle vere e proprie laudi, cioè delle lodi al creato e al creatore (che nell’ultima sezione si elevano, in forma di piccoli haiku alla Vergine), in cui l’ascesi si manifesta nell’abbandono a Dio e alla sua benevola carità cristiana.
Concludo questa nota, senza dimenticare di sottolineare il pregio e il valore di questi versi dal punto di vista stilistico e letterario, per un uso particolareggiato della metafora, che con il suo potere evocativo, suggerisce relazioni e richiami fortissimi, che rimandano a quel Mistero inafferrabile che sostiene tutta l’opera (poesia-preghiera) della Gnerre.
(antologia a cura di Alessandro Ramberti)

by Maria Pina Ciancio

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